STENTERELLO E L'ALBERO PARLANTE
Nel 1793, anno della morte di Goldoni, a Firenze nasceva la maschera di Stenterello. Luigi Del Buono (nato nel 1751), orologiaio e attore comico fiorentino, creò questo personaggio ("carattere" più che vera maschera) per impersonare lo spirito del popolo fiorentino, e lo portò in scena fino alla morte. Molti "Stenterelli" si sono poi avvicendati sia nella più classica commedia in vernacolo, sia nel teatro di burattini. Con questa produzione i Pupi di Stac tornano dunque alle proprie origini. Da un canovaccio autografo di Carlo Staccioli (fondatore della Compagnia e insuperabile Stenterello) risalente addirittura alla stagione teatrale 1951/52 e dalla volontà di allestire uno spettacolo ricco di avventura e d'ironia con Stenterello protagonista, Enrico Spinelli ha elaborato una allegra storia dove si sovrappongono duelli, bastonate, magie e colpi di scena con la maschera fiorentina sempre pronta allo sberleffo. Lo spettacolo è adatto al pubblico delle scuole medie (a cui è rivolto un breve seminario sul Teatro di Figura e il personaggio di Stenterello) ed anche a pubblico misto ragazzi/genitori/anziani.
Stenterello e il piccolo Gigino sono servitori in una corte dove Piripin, il giovane principe innamorato della bella Occhiazzurri, deve subire la prepotenza del reggente Barbariccia, che aspira al trono ed alla stessa fanciulla. Per un incantesimo della perfida Strega, Piripin è addormentato per sempre: lo guarirà soltanto il frutto dell'arbor puellae loquentis. Gigino e Stenterello vanno in cerca della pianta magica. Con l'aiuto di un nanetto del bosco i due vengono a conoscenza del segreto: l'albero nasce solo col sacrificio di una nobile fanciulla. La dolce Occhiazzurri è così trasformata in tronco e dai suoi rami spunta il magico frutto. Il principe, guarito, affronterà il Drago per far tornare ragazza l'albero incantato. Gran finale con il duello fra Barbariccia e Piripin e con la Strega bastonata da Stenterello.
Scene originali di Carlo Staccioli
Testo e musiche Enrico Spinelli (Da antichi canovacci)
Costumi Cinzia Ghelli
Burattini Ferdinando Ghelli e Carlo Staccioli