Cantaracconta (2002)
Un varietà di storie e farse raccontate con i burattini e canzoni popolari cantate dal vivo. Lo spettacolo è per il pubblico di ogni età (anche assai adatto agli anziani). Il programma può essere composto e ricomposto aggiungendo o sostituendo altre storie e altri canti a richiesta per adattarlo a tipi particolari di pubblico e di manifestazione. Testi di Laura Poli, adattamento di Enrico Spinelli, Regia di Giulio Casati.
Fra i pezzi che via via si sono aggiunti al "collage":
le astuzie del vecchio contadino Campriano che con la moglie Argia si fa beffe del brigante che lo vuole derubare;
la storia cavalleresca (tutta in versi) della Fanciulla che diviene fiore;
le peripezie dello sbadato Pimpignudo che ne combina di tutte e di più!
Per finire, a mo' di bis, la storia animata di Petuzzo.
I canti, scherzosi e irriverenti, tutti toscanissimi che si alternano alle storie, sono eseguiti in modo diretto e familiare e sottolineano l'andamento da festa contadina d'altri tempi.
con un adattamento più dinamico e dalle ridotte esigenze tecniche, (rappresentabile anche all'aperto) la Nonna presenta al pubblico la storia paurosa dell'Uovo del Gigante. La vicenda vede come protagonisti tre bambini che a turno cadono nelle mani dell'ambiguo Orco. Ogni forte emozione è comunque sdrammatizzata ed interrotta da intermezzi musicali e dall'immancabile dialogo con gli spettatori; E' questa la versione più richiesta.
versione più rappresentata e collaudata: "L'Uovo del Gigante":
Il testo principale è tratto da un racconto ("L'Orco", una delle Novelle Montalesi raccolte nell'800 da Gherardo Nerucci nelle campagne vicino a Pistoia dalla viva voce delle "novellatrici" ) in cui si sviluppa un tema ricorrente della fiabistica popolare: il rapimento dei bambini. Il movente è la ricerca di un figlio-schiavo da parte di un terribile Gigante.
Una vecchia contadina si presenta ai bambini e si offre di narrare un'antica storia: è un'avventura dei suoi tre nipotini. Il numero magico, sempre presente nei miti e nelle leggende, anche qui ricorre con tutta la sua forza simbolica: i primi due bambini finiscono nelle grinfie del Gigante e la terza, e più piccola, riesce a salvarli. La semplice trama vede come protagonisti appunto tre fratellini della stessa età dei piccoli spettatori: otto, sei e quattro anni. I bambini sono orfani e vivono con la vecchia nonna. Il maggiore dei bimbi, fidando nell’aiuto del pubblico, vuole visitare un giardino incantato. Si tratta però della dimora del Gigante che rapisce il piccolo. E' assolutamente proibito aprire una porta misteriosa... ma il ragazzo non resiste! L'orco lo sorprende e, infuriato, lo rinchiude. Ecco il secondo bambino che arriva al palazzo in cerca del fratello: non è prudente e subisce la stessa sorte. La Gina, la più piccola, adoperando l'astuzia riuscirà nell'impresa di liberare i fratelli e sconfiggere il Gigante, del quale otterrà, per sé e per i suoi cari, ogni ricchezza!
La figura dell'orco-gigante è ambigua, mutevole, quasi angosciante: burbero, intransigente e dispotico mostra una tale fragilità nel desiderio di paternità e nel rivelare il proprio segreto che, quasi, non sappiamo gioire quando soccombe. I tre bambini possiedono invece tutti gli aspetti positivi e negativi del carattere infantile: timore e ardimento, ingenuità ed intuito, indolenza ed entusiasmo, intemperanza e generosità. I piccoli spettatori si identificano nelle loro debolezze e traggono fiducia dai loro successi, prendendo attivamente parte alla vicenda, avvertendoli dei pericoli e trepidando con loro sino alla fine. La tecnica mista attori e burattini allarga la scena oltre i confini della classica baracca e avvicina il pubblico agli attori-animatori.
fascia d'età 4-10 anni; durata 55 minuti.