CENERENTOLA  

Di Enrico Spinelli  

           

Ricerche e testo Enrico Spinelli
Scene Michele Signori, Beatrice Manetti, Massimo Marradi
Burattini Ursel Rippe
Musiche originali Enrico Spinelli
Fonti

Antiche novelle popolari. In particolare: Cenerognola (G.Pitré "Novelle popolari toscane. 1885) La Cenerentola; La Scindiroeura (V.Imbriani "Novellaja toscana e milanese" 1871) La Cenerentola (G.Nerucci "Novelle Montalesi" 1891) Cenerentola (Grimm "Fiabe" 1812); Le feés Cendrillon (Perrault 1697 trad. Collodi 1875)

 
 
 
Tecniche Burattini a guanto (con le gambe), di legno intagliato.
Durata 60 minuti in due atti.
Fascia d'età 5-11 anni e pubblico misto

L'attività della Compagnia è stata da sempre distinta da una linea teatrale fortemente caratterizzata: recitazione dal vivo e dialogo con il pubblico, storie tratte dalla fiabistica popolare toscana, burattini con le gambe. Nel produrre questa versione di Cenerentola (era stimolante produrre uno spettacolo ispirato ad una storia così amata e conosciuta ed il titolo sarebbe stato di sicuro richiamo) ci siamo posti il problema di non uscire dal seminato. Del resto non ci interessavano operazioni di tipo disneyano. Ci è però venuta incontro la ricerca e la lettura di alcune pochissimo note versioni popolari che certamente a suo tempo derivarono da quella più antica riferita a Perrault, ma che già dalla fine dell’800 si erano manifestate in una forma originalissima.

Nella "contaminazione" fra le innumerevoli versioni della celebre novella, si è privilegiata quella, che dà il titolo al lavoro, che appare più genuinamente toscana. L'intento è quello di recuperare e proporre al pubblico una delle edizioni meno diffuse e per questo particolarmente originale, nonché recuperare la matrice popolare e fiabesca più rispettosa degli antichi testi e più in linea con il nostro repertorio. Questo allestimento, fra l'altro, si basa su sviluppi della trama praticamente inediti (e soltanto marginalmente di nostra invenzione) che "proseguono" la vicenda ben oltre il finale della versione più conosciuta. Le scelte dello sceneggiatore hanno seguito per lo più un criterio squisitamente teatrale. Laddove le varie versioni si differenziavano sono state privilegiate le soluzioni più spettacolari (purché realizzabili nella piccola dimensione di un teatro di burattini) e sono state evitate quelle con più violenza o crudeltà. Al posto della seconda prova di bravura imposta al fratellino da più di un racconto da noi consultato (costruire un gran palazzo) si è inserito il personaggio del Drago dalle uova d’oro. Estraneo alla citata letteratura (seppure ricorrente nelle novellistiche e comunque assai funzionale ad un emozionante finale per questo spettacolo) questo episodio permette anche una congrua chiusura della vicenda con le cattive che sono punite dalla loro stessa perfidia anziché dai buoni (raramente clementi nelle fiabe popolari).

Orfana di madre, con un fratellino, "Cenerognola" deve subire le angherie della matrigna e della (unica in questa versione) sorellastra Ortensia. Il padre, sempre lontano per lavoro, le ha donato una piccola pianta sulla quale la ragazza sfoga le proprie amarezze. E’ imminente la festa alla corte del Re ma i lavori di casa sono troppi e la giovane, buona e remissiva, fa tardi e non ha vestiti da indossare. Così viene lasciata sola accanto al camino pieno di cenere. Le lacrime della sfortunata fanciulla annaffiano la piantina da cui spunta una rosa. Vi si posa un uccellino incantato che aiuta la ragazza a partecipare al ballo reale. Come ben si sa, la Cenerentola conosce il Principe che si invaghisce di lei. A mezzanotte, così come le ha intimato l’uccellino, la ragazza fugge precipitosamente seminando le guardie con l’aiuto di una piuma magica, ma perde una scarpetta. La scarpa viene provata a tutte le fanciulle del regno finché Cenerentola non è riconosciuta e chiesta in sposa dal Principe. La Matrigna (è qui che la storia si prolunga) sottrae la piuma magica e trasforma la fanciulla in serpente; manda poi la sorellastra con un velo che le copre il volto al Palazzo Reale. L'intraprendente Leopoldo, il fratellino, con l'immancabile aiuto del pubblico, decide di aiutare Cenerentola. La Matrigna, però, ha piegato il Principe ai suoi voleri e con la piuma gli fa credere quel che lei vuole. Così, per sbarazzarsene, la perfida donna costringe il piccolo Poldino a difficilissime prove (bruciare tutte le serpi del regno in un gran falò e rubare al Drago le uova d’oro) ma il bimbo è aiutato dal furbo uccellino e alla fine riesce a far trionfare la giustizia e l'amore: le uova d’oro daranno a ciascuno quel che si è meritato. Cenerentola non più serpe sposerà il Principe rinsavito mentre Ortensia e la Matrigna verranno trasformate a loro volta in serpenti e inghiottite dal fuoco!